Nel Nuovo Testamento vengono utilizzate due parole diverse che vengono tradotte come “riconciliazione”. In Matteo 5:23–24, Gesù istruisce due persone in conflitto a riconciliarsi tra loro, indicando una riconciliazione basata sul consenso reciproco:
«Se dunque presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con tuo fratello e poi torna a presentare la tua offerta.»
Questo tipo di riconciliazione, fondata sull’accordo tra due parti, non è lo stesso che descrive il rapporto tra Dio e l’uomo.
In 2 Corinzi 5:18, la riconciliazione assume un significato diverso e più profondo: indica il muoversi verso qualcuno.
«E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.»
Ciò significa che non siamo stati riconciliati con Dio per consenso reciproco, ma perché Dio stesso ha preso l’iniziativa di venirci incontro. Egli si è “mosso verso di noi” per offrirci la salvezza, senza alcuno sforzo da parte nostra. Dio ha aperto la via affinché potessimo entrare in una relazione restaurata con Lui.
Non esiste assolutamente nulla che l’uomo possa fare per ottenere la salvezza da sé stesso. Solo Cristo era ed è pienamente capace di liberarci dal peccato.
«In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia» (Efesini 1:7).
Cristo ha pagato il prezzo della nostra schiavitù. Il perdono dei peccati, secondo le ricchezze della grazia di Dio, rivela che siamo stati redenti. Dio non ha agito soltanto per perdonarci, cioè per liberarci dal peccato, ma anche per unirci a Cristo.
Il risultato di questa riconciliazione è la pace.
«Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo» (Romani 5:1).
Qui il termine “pace” ha un significato più ampio: indica l’essere legati insieme. Dio non solo ha perdonato i nostri peccati, ma ci ha legati a Sé in modo personale e potente, restaurando la relazione che era stata spezzata.
Dio ci ha riconciliati con Sé stesso e ci ha affidato il compito di essere ambasciatori di Cristo. Egli ha manifestato il Suo amore venendo a cercarci, liberandoci da una vita di iniquità e spezzando le catene del peccato che ci tenevano prigionieri.
Solo quando riconosciamo la profondità della nostra depravazione possiamo comprendere fino a che punto arrivano la grazia e l’amore di Dio con cui siamo stati salvati. Finché non comprendiamo il messaggio della croce, non comprenderemo chi è Dio né com’è veramente.
Sulla croce, la giustizia e l’amore si sono uniti: Dio è rimasto santo e giusto, ma allo stesso tempo ha provveduto una via affinché il peccatore potesse vivere con Lui per sempre.
In che modo la nostra vita quotidiana riflette la gratitudine verso Dio per questa libertà e per questa profonda unione con Cristo?

