«Io ho cercato fra loro qualcuno che costruisse un muro e si ponesse sulla breccia davanti a me in favore del paese, perché io non lo distruggessi; ma non l’ho trovato.»
Ezechiele 22:30
Il significato dell’intercessione
Intercedere significa prendere il posto di un’altra persona davanti a Dio. Significa mettersi nella breccia per supplicare, pregare e presentare la sua causa, motivati unicamente dall’amore e dalla misericordia.
L’intercessione consiste nel chiedere a Dio di intervenire in favore degli altri. L’intercessore non si concentra solamente sulle proprie necessità, ma porta davanti al Signore i bisogni della famiglia, della Chiesa, della comunità e di coloro che stanno attraversando difficoltà spirituali o personali.
Intercedere significa amare attraverso la preghiera.
Un esempio biblico di preghiera intercessoria
Uno dei più meravigliosi esempi di preghiera intercessoria si trova in Daniele 9.
Daniele pregò in favore del suo popolo, che si era allontanato da Dio. Pur riconoscendo i peccati e la disobbedienza della nazione, si presentò davanti al Signore con umiltà, confessando e chiedendo misericordia.
Daniele non pregò accusando gli altri, ma si identificò con il suo popolo e presentò la sua supplica davanti a Dio. Questo ci insegna che un vero intercessore non giudica, ma prega con compassione e assume un impegno spirituale in favore degli altri.
L’intercessione richiede umiltà
La preghiera intercessoria nasce da un cuore umile e completamente dipendente da Dio.
«Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi al tempo opportuno.»
1 Pietro 5:6
L’umiltà ci permette di riconoscere che non possiamo risolvere ogni situazione con le nostre forze. Abbiamo bisogno dell’intervento, della potenza e della misericordia del Signore.
La presenza ristoratrice e incoraggiante di Dio si manifesta in una Chiesa nella quale il popolo si umilia per pregare.
Quando una comunità cristiana decide di cercare sinceramente il Signore, l’intercessione produce unità, rinnovamento spirituale e una maggiore sensibilità alla voce dello Spirito Santo.
Una Chiesa chiamata a pregare
Nel Nuovo Testamento, ogni Chiesa locale veniva esortata a perseverare nella preghiera. In molte occasioni, la preghiera era accompagnata anche dal digiuno.
La preghiera non era considerata un’attività secondaria, ma una parte essenziale della vita della Chiesa e di ogni credente.
Pregare in ogni momento
La Chiesa di Efeso fu esortata a pregare continuamente:
«Pregate in ogni tempo, per mezzo dello Spirito, con ogni preghiera e supplica.»
Efesini 6:18
Questo significa mantenere una comunione costante con Dio ed essere spiritualmente attenti alle necessità degli altri.
Pregare senza cessare
Alla Chiesa di Tessalonica fu dato un comandamento semplice, ma profondo:
«Pregate senza cessare.»
1 Tessalonicesi 5:17
Pregare senza cessare non significa trascorrere ogni momento pronunciando parole, ma vivere con un cuore continuamente rivolto verso Dio.
Essere perseveranti nella preghiera
La Chiesa di Roma fu esortata a rimanere fedele e costante:
«Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera.»
Romani 12:12
L’intercessore non smette di pregare quando la risposta tarda ad arrivare. Continua a confidare nella fedeltà e nei tempi perfetti del Signore.
Pregare con gratitudine e vigilanza
La Chiesa di Colosse ricevette questa esortazione:
«Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie.»
Colossesi 4:2
La preghiera intercessoria deve essere accompagnata dalla vigilanza spirituale e dalla gratitudine. Non dobbiamo soltanto presentare le nostre richieste, ma anche ringraziare Dio per la sua fedeltà.
Presentare ogni richiesta davanti a Dio
La Chiesa di Filippi fu incoraggiata a non vivere dominata dall’ansia:
«Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti.»
Filippesi 4:6
Quando intercediamo, consegniamo a Dio le nostre preoccupazioni e quelle delle persone per le quali stiamo pregando. In questo modo impariamo a riposare nella sua pace e nella sua sovranità.
Offrire continuamente lode a Dio
Anche i credenti ebrei furono incoraggiati a presentare continuamente un sacrificio di lode:
«Per mezzo di lui, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: il frutto di labbra che confessano il suo nome.»
Ebrei 13:15
L’intercessione non è composta soltanto da suppliche. Comprende anche l’adorazione, la gratitudine e la proclamazione della grandezza di Dio.
L’intercessione accompagnata dal digiuno
La preghiera e il digiuno sono strumenti spirituali che aiutano il credente a concentrarsi maggiormente su Dio.
Il digiuno non serve a manipolare il Signore o a obbligarlo a rispondere alle nostre richieste. È un atto di consacrazione, umiltà e dipendenza attraverso il quale mettiamo da parte determinate necessità fisiche per cercare Dio con maggiore intensità.
Quando una Chiesa prega e digiuna in unità, dimostra di riconoscere che la risposta e la vittoria provengono dal Signore.
Porsi sulla breccia
Dio continua a cercare uomini e donne disposti a porsi sulla breccia in favore degli altri.
Porsi sulla breccia significa:
- Pregare per coloro che si sono allontanati da Dio.
- Intercedere per le famiglie che stanno attraversando delle difficoltà.
- Chiedere la salvezza di coloro che ancora non conoscono Cristo.
- Pregare per i pastori, i ministri e la Chiesa.
- Presentare davanti a Dio le necessità della propria città e nazione.
- Perseverare nella preghiera, anche quando la risposta non è immediata.
L’intercessore si presenta davanti a Dio con fede, amore e misericordia, confidando nel fatto che il Signore ascolta e risponde secondo la sua perfetta volontà.
Conclusione
L’intercessione è un ministero di amore, compassione e perseveranza. È la decisione di lasciare da parte, per un momento, le nostre necessità personali per presentare davanti a Dio la vita e i bisogni degli altri.
La Chiesa è chiamata a pregare in ogni momento, senza cessare e con rendimento di grazie. Quando il popolo di Dio si umilia, prega e cerca sinceramente il suo volto, la sua presenza porta consolazione, forza e rinnovamento.
Oggi Dio continua a cercare qualcuno disposto a porsi sulla breccia.
Sei disposto a essere quella persona?


