Le nostre decisioni quotidiane dimostrano ciò che consideriamo veramente importante. Anche il modo in cui amministriamo il denaro e presentiamo le nostre offerte rivela quale posto occupano Dio e la sua opera nel nostro cuore.
La disponibilità a offrire si manifesta in molti modi. Tutti desideriamo vedere persone venire a Cristo, nuovi credenti essere battezzati, nuove Chiese nascere e il Vangelo raggiungere tutte le nazioni. Tuttavia, per raccogliere è necessario prima seminare.
«Chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina generosamente mieterà altresì abbondantemente.»
2 Corinzi 9:6
L’offerta non deve essere improvvisata
L’offerta non dovrebbe essere improvvisata la domenica, cercando nelle tasche ciò che è rimasto. Quando la disponibilità a offrire è sostenuta dall’amore, compiamo la volontà di Dio e agiamo con gli stessi sentimenti di Cristo.
Quando il denaro arriva nelle nostre mani, attraverso uno stipendio, un regalo, un’eredità o qualsiasi altra entrata, dovremmo decidere in preghiera davanti al Signore come amministrarlo.
Possiamo domandarci:
- Desidero presentare un’offerta al Signore?
- Quanto ho deciso di offrire?
- Qual è la vera motivazione del mio cuore?
- Lo sto facendo con fede, gratitudine e amore?
Dopo aver pregato e meditato, possiamo preparare consapevolmente la nostra offerta per presentarla durante il culto.
Offrire è una responsabilità
L’offerta è anche una responsabilità dei credenti. Attraverso le loro offerte, i cristiani contribuiscono a:
- Inviare e sostenere i missionari.
- Sostenere i pastori e i ministri.
- Costruire e mantenere i luoghi di culto.
- Aiutare le persone bisognose.
- Sostenere l’evangelizzazione.
- Portare avanti le diverse attività della Chiesa.
L’opera del Signore viene sostenuta anche attraverso la fedeltà e la generosità del suo popolo.
L’offerta è un atto spirituale
Sebbene per offrire utilizziamo qualcosa di materiale come il denaro, l’offerta è prima di tutto un atto spirituale.
Generalmente utilizziamo le nostre risorse per ciò che ci interessa, per ciò che amiamo e per ciò che consideriamo importante. Per questo motivo, il modo in cui amministriamo il denaro può rivelare le priorità del nostro cuore.
L’offerta non consiste semplicemente nel consegnare una somma di denaro. È un’espressione di amore, gratitudine, ubbidienza e consacrazione a Dio.
L’offerta non è una negoziazione con Dio
Il cosiddetto “vangelo della prosperità” presenta spesso l’offerta come un mezzo per negoziare con Dio.
Alcuni affermano: “Offri affinché Dio ti benedica”. Altri dichiarano: “Offri, altrimenti Dio ti castigherà”. Per giustificare queste idee vengono talvolta utilizzati dei passi biblici fuori dal loro contesto.
Tuttavia, nel vero significato cristiano, l’offerta non può essere un obbligo imposto né deve essere presentata aspettando una ricompensa materiale.
Il credente offre volontariamente e con fede, mosso dall’amore e dalla gratitudine verso Dio.
Non offriamo affinché Dio ci benedica. Al contrario, offriamo perché Dio ci ha già benedetti.
Chiediti:
- Che cosa mi ha dato il Signore?
- Ho il nutrimento e il necessario per vestirmi?
- Dio provvede ogni giorno alle mie necessità?
- Ho sperimentato la sua bontà e la sua fedeltà?
Le nostre offerte non servono a comprare il favore di Dio. Sono una dimostrazione della nostra gratitudine e devozione per la sua bontà, la sua fedeltà e la sua generosità verso di noi.
Offrire con gioia
L’apostolo Paolo insegna quale dovrebbe essere l’atteggiamento del nostro cuore nel momento di offrire:
«Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo, non di mala voglia né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso.»
2 Corinzi 9:7
Dio non desidera un’offerta presentata con tristezza, risentimento o per obbligo. Egli guarda il cuore e si compiace di chi dona liberamente e con gioia.
Ricordiamo che l’offerta è parte del nostro culto al Signore.
L’offerta come atto di adorazione
L’offerta è uno degli atti che compongono l’adorazione a Dio, come possiamo vedere in 1 Corinzi 16:1-3.
Per questo motivo, merita la nostra attenzione e riverenza. Così come preghiamo, cantiamo, ascoltiamo la Parola e lodiamo il Signore, anche offrire è un modo per adorarlo.
L’offerta non deve essere vista come una semplice pausa durante il culto o come un gesto privo di significato. È un momento nel quale riconosciamo che tutto ciò che possediamo proviene da Dio e che noi siamo soltanto amministratori delle risorse che egli ci ha affidato.
Il dono della generosità
L’apostolo Paolo presenta il dare come una grazia. La generosità è il frutto dell’opera santificatrice e trasformatrice dello Spirito Santo nei nostri cuori.
Quando Cristo trasforma la nostra vita, cambia anche il nostro rapporto con i beni materiali. Impariamo a non vivere soltanto per noi stessi, ma a condividere ciò che abbiamo e a sostenere l’opera di Dio.
La generosità diventa così una prova della sincerità del nostro amore:
«Non lo dico per darvi un ordine, ma per mettere alla prova, mediante la premura degli altri, la sincerità del vostro amore.»
2 Corinzi 8:8
Conclusione
L’offerta è molto più della consegna di una quantità di denaro. È un’espressione spirituale di adorazione, responsabilità, amore e gratitudine.
Non offriamo per comprare le benedizioni di Dio né per paura di essere castigati. Offriamo perché riconosciamo tutto ciò che il Signore ha già fatto per noi e desideriamo contribuire alla sua opera.
Prepariamo dunque le nostre offerte con preghiera, consapevolezza e gioia, ricordando che Dio non guarda solamente ciò che consegniamo, ma soprattutto l’atteggiamento con il quale lo facciamo.
Quale priorità hanno le cose del Signore nella tua vita?


