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Senti il male radicato dentro di te?

Perché l’essere umano pecca?

Il male non è solamente una forza presente nella società o nelle persone che ci circondano. La Bibbia insegna che il problema del peccato si trova dentro il cuore umano.

Esiste nell’essere umano una disposizione alla corruzione che influenza i pensieri, la volontà, le emozioni e le azioni. Il peccato contamina interiormente la persona e si manifesta successivamente attraverso la sua condotta.

Gesù mostrò chiaramente che il male non nasce principalmente dalle circostanze esterne. Proviene dal cuore.

Gesù rivela la malvagità presente nel cuore

«Diceva inoltre: “È quello che esce dall’uomo che contamina l’uomo; perché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo invidioso, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvagie escono dal di dentro e contaminano l’uomo”.»

Marco 7:20-23

Le parole di Gesù distruggono l’illusione secondo la quale l’essere umano sarebbe naturalmente puro e verrebbe corrotto solamente dall’ambiente.

Le circostanze possono influenzarci, tentarci o far emergere ciò che è nascosto, ma il peccato nasce nel cuore.

Da esso possono uscire:

  • Pensieri malvagi.
  • Immoralità sessuale.
  • Infedeltà.
  • Violenza.
  • Furto.
  • Avidità.
  • Inganno.
  • Invidia.
  • Calunnia.
  • Orgoglio.
  • Insensatezza.
  • Mancanza di misericordia.
  • Desiderio di dominare gli altri.

Il problema umano non può quindi essere risolto solamente attraverso l’educazione, le leggi o il miglioramento delle condizioni sociali. Queste cose possono limitare alcune manifestazioni del male, ma non possono creare un cuore nuovo.

Il cuore controlla la condotta

La condotta esterna rivela progressivamente ciò che è stato alimentato all’interno.

Un pensiero cattivo accolto e coltivato può trasformarsi in desiderio. Il desiderio può indebolire la volontà e, infine, produrre un’azione.

Giacomo descrive questo processo:

«Ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte.»

Giacomo 1:14-15

La tentazione non diventa automaticamente peccato. Il peccato nasce quando accogliamo, alimentiamo e decidiamo di seguire il desiderio contrario alla volontà di Dio.

Per questo dobbiamo custodire il cuore e non aspettare che il male diventi un comportamento visibile.

Lo scambio della verità con la menzogna

L’apostolo Paolo descrive in Romani 1 il processo attraverso il quale l’umanità si allontana da Dio:

«Essi hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen.»

Romani 1:25

La radice della corruzione consiste nel rifiuto del Creatore.

Quando l’essere umano non vuole riconoscere Dio, cerca di sostituirlo con altre cose:

  • Il proprio ego.
  • Il denaro.
  • Il potere.
  • Il piacere.
  • Le ideologie.
  • Le relazioni.
  • Il successo.
  • Il corpo.
  • La religione creata a propria misura.

L’idolatria non consiste solamente nell’adorare una statua. È attribuire a una creatura il posto che appartiene al Creatore.

Quando Dio consegna l’uomo alle proprie decisioni

Romani 1 ripete un’espressione molto seria: «Dio li ha abbandonati» o «consegnati».

Questo non significa che Dio obblighi qualcuno a peccare. Significa che, quando le persone rifiutano persistentemente la verità, egli può permettere che seguano i propri desideri e ne sperimentino le conseguenze.

Paolo menziona, all’interno di questa ribellione, passioni e pratiche sessuali che considera contrarie al progetto divino, insieme a una lunga lista di altri peccati:

  • Ingiustizia.
  • Avidità.
  • Malvagità.
  • Invidia.
  • Omicidio.
  • Contesa.
  • Inganno.
  • Maldicenza.
  • Orgoglio.
  • Disubbidienza ai genitori.
  • Slealtà.
  • Mancanza di affetto.
  • Assenza di misericordia.

Il punto di Paolo non consiste nell’autorizzare alcuni a disprezzare o maltrattare gli altri.

Nel capitolo successivo egli si rivolge direttamente a chi giudica:

«Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei inescusabile; perché nel giudicare gli altri condanni te stesso, poiché tu che giudichi fai le medesime cose.»

Romani 2:1

Successivamente conclude:

«Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.»

Romani 3:23

Romani 1–3 non divide l’umanità tra persone rispettabili e persone indegne. Dimostra che tutti, religiosi e non religiosi, hanno peccato e hanno bisogno della stessa grazia.

Praticare il male e approvarlo

Paolo afferma che la ribellione arriva a un punto ancora più grave quando una persona non solamente pratica il male, ma approva e incoraggia coloro che lo praticano.

«Essi, pur conoscendo che secondo i decreti di Dio quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.»

Romani 1:32

Il peccato cerca sempre di essere giustificato.

Prima viene tollerato, poi praticato, successivamente difeso e infine presentato come qualcosa di buono.

Questo processo può avvenire nella società, nella famiglia e perfino all’interno delle comunità religiose.

Quando il male viene chiamato bene

Il profeta Isaia pronunciò un serio avvertimento:

«Guai a quelli che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro! Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti!»

Isaia 5:20-21

Quando l’essere umano rifiuta l’autorità di Dio, comincia a definire autonomamente ciò che è giusto o sbagliato.

La società può cambiare le proprie opinioni, ma il carattere santo di Dio non cambia.

Chiamare il male «bene» non ne elimina le conseguenze. Allo stesso modo, condannare ciò che Dio approva non lo trasforma in qualcosa di sbagliato.

La verità morale non viene stabilita:

  • Dalla maggioranza.
  • Dalle mode culturali.
  • Dai governi.
  • Dai social network.
  • Dai sentimenti personali.
  • Dall’opinione religiosa.
  • Dalla convenienza.

Per il cristiano, la norma è la Parola di Dio interpretata fedelmente alla luce di Cristo.

Attenzione alla sapienza secondo i propri occhi

Isaia aggiunge:

«Guai a quelli che si ritengono saggi e si credono intelligenti!»

Isaia 5:21

Uno dei maggiori ostacoli al ravvedimento è credere di possedere sempre ragione.

La persona saggia ai propri occhi non accetta la correzione. Giustifica la propria condotta e interpreta ogni critica come un attacco.

La vera sapienza comincia invece riconoscendo che Dio conosce il nostro cuore meglio di noi stessi.

Davide pregò:

«Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami e conosci i miei pensieri. Vedi se c’è in me qualche via iniqua e guidami per la via eterna.»

Salmo 139:23-24

Quale male stai sperimentando dentro di te?

La domanda non è solamente: «Quali peccati vedo negli altri?».

Dobbiamo domandarci personalmente:

  • Quali desideri mi stanno governando?
  • Quali pensieri cerco di nascondere?
  • Che cosa indebolisce la mia volontà?
  • Quale peccato continuo a giustificare?
  • Esiste amarezza nel mio cuore?
  • Sono dominato dall’orgoglio?
  • L’invidia influenza le mie relazioni?
  • Sto vivendo nell’immoralità?
  • Utilizzo l’inganno per ottenere ciò che desidero?
  • Le mie parole feriscono gli altri?
  • Professo di conoscere Dio, ma lo nego con le azioni?
  • Provo piacere quando gli altri peccano?
  • Approvo ciò che la Scrittura chiama peccato?

Non dobbiamo utilizzare queste domande per condannare gli altri, ma per esaminare sinceramente noi stessi davanti a Dio.

Quando il male governa e controlla

Il peccato promette libertà, ma produce schiavitù.

Gesù dichiarò:

«Chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.»

Giovanni 8:34

Una persona può pensare di controllare un desiderio, mentre progressivamente quel desiderio comincia a controllare lei.

Il peccato:

  • Seduce.
  • Intrappola.
  • Indebolisce la volontà.
  • Confunde le emozioni.
  • Corrompe i pensieri.
  • Indurisce la coscienza.
  • Distrugge le relazioni.
  • Allontana dalla comunione con Dio.
  • Produce una doppia vita.
  • Porta alla morte spirituale.

Ciò che inizialmente sembrava un piacere innocente può trasformarsi in un padrone crudele.

Una mente e una coscienza contaminate

Paolo scrisse a Tito:

«Tutto è puro per quelli che sono puri; ma per i contaminati e gli increduli niente è puro; anzi, la loro mente e la loro coscienza sono contaminate.»

Tito 1:15

Il peccato non influenza solamente le azioni. Può deformare il modo di pensare e rendere la coscienza meno sensibile.

Quando una persona resiste continuamente alla verità:

  • Smette di provare dolore per il peccato.
  • Cerca giustificazioni.
  • Accusa gli altri.
  • Ride di ciò che prima considerava grave.
  • Considera normale la doppia vita.
  • Rifiuta la correzione.
  • Utilizza la religione per nascondersi.

La coscienza deve essere formata e corretta dalla Parola di Dio, perché anche essa può essere indebolita o contaminata.

Professano di conoscere Dio, ma lo negano con i fatti

«Professano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, essendo abominevoli e ribelli, incapaci di qualsiasi opera buona.»

Tito 1:16

È possibile possedere un linguaggio religioso e continuare a vivere lontani da Dio.

Una persona può:

  • Frequentare una Chiesa.
  • Conoscere versetti.
  • Cantare inni.
  • Predicare.
  • Ricoprire un incarico.
  • Parlare continuamente di Dio.

Tuttavia, se la sua vita è caratterizzata dalla ribellione deliberata e senza ravvedimento, le azioni contraddicono ciò che le labbra professano.

La vera fede produce ubbidienza. Non una perfezione immediata, ma una nuova direzione e il desiderio di piacere al Signore.

La cattiva notizia: il peccato rivela una schiavitù

«Chi persiste nel commettere il peccato proviene dal diavolo, perché il diavolo pecca fin da principio.»

1 Giovanni 3:8

Giovanni non insegna che chiunque commetta un singolo peccato perda automaticamente la salvezza o diventi figlio del diavolo.

Nella stessa lettera afferma:

«Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.»

1 Giovanni 1:8

L’espressione «pratica il peccato» descrive una condotta continua, deliberata e priva di ravvedimento.

Il vero credente può cadere, ma non può fare pace con il peccato. Lo Spirito Santo lo convince, lo corregge e lo conduce a confessarlo.

La cattiva notizia è che, senza Cristo, l’essere umano rimane schiavo. Non può cambiare il proprio cuore e non può cancellare la propria colpa.

La buona notizia: Cristo distrugge le opere del diavolo

Lo stesso versetto che presenta la gravità del problema annuncia anche la speranza:

«Per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo.»

1 Giovanni 3:8

Gesù Cristo è venuto per:

  • Perdonare il peccato.
  • Cancellare la colpa.
  • Spezzare le catene.
  • Liberare dalla schiavitù.
  • Purificare la coscienza.
  • Trasformare i desideri.
  • Dare una nuova identità.
  • Creare un cuore nuovo.
  • Riconciliare l’essere umano con Dio.
  • Concedere la vita eterna.

Non esiste peccato più potente della grazia di Cristo. Non esiste una schiavitù che egli non possa spezzare.

Questo non significa che ogni conseguenza scomparirà immediatamente o che il cammino sarà privo di lotte. Significa che in Cristo il peccato non deve più governare come padrone.

La promessa di un cuore nuovo

Dio aveva promesso:

«Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.»

Ezechiele 36:26

L’essere umano non ha bisogno solamente di nuove regole. Ha bisogno di un cuore nuovo.

La nuova nascita non consiste nel nascondere meglio il male, ma nel ricevere una nuova vita da Dio.

Quando una persona nasce dallo Spirito:

  • Comincia ad amare Dio.
  • Riconosce la gravità del peccato.
  • Desidera la santità.
  • Impara a ubbidire.
  • Riceve una nuova coscienza spirituale.
  • Non trova più pace vivendo nella ribellione.
  • Desidera diventare simile a Cristo.

La chiamata al ravvedimento

Dio non rivela il peccato per condurci alla disperazione, ma affinché cerchiamo la salvezza.

Ravvedersi significa:

  1. Riconoscere sinceramente il peccato.
  2. Smettere di giustificarlo.
  3. Accettare il giudizio della Parola.
  4. Abbandonare la ribellione.
  5. Rivolgersi a Gesù.
  6. Credere nella sua morte e risurrezione.
  7. Consegnargli il governo della vita.
  8. Iniziare un cammino di ubbidienza.

Il ravvedimento non compra il perdono. È la risposta di chi riconosce il proprio bisogno e riceve per fede la grazia offerta in Cristo.

Non ricevere semplicemente Cristo “nel cuore”

La Bibbia ci invita a credere in Cristo, riceverlo e riconoscerlo come Signore. Questo è più profondo di una semplice formula emotiva.

Ricevere Gesù significa:

  • Credere che è il Figlio di Dio.
  • Confidare nella sua opera sulla croce.
  • Credere che è risuscitato.
  • Rinunciare alla fiducia nelle proprie opere.
  • Sottomettersi alla sua autorità.
  • Seguirlo come Signore e Salvatore.

Non sono le parole di una preghiera a salvare automaticamente. È Cristo che salva chi si rivolge sinceramente a lui con ravvedimento e fede.

Come cominciare una nuova vita

Se lo Spirito Santo ti sta mostrando il peccato, puoi rivolgerti a Dio con sincerità:

«Signore, riconosco che ho peccato contro di te. Non posso cambiare il mio cuore né salvarmi attraverso le mie opere. Credo che Gesù Cristo morì per i miei peccati e risuscitò. Rinuncio alla mia ribellione e pongo la mia fiducia in lui. Perdonami, dammi un cuore nuovo e insegnami a vivere sotto la tua autorità. Amen.»

Questa preghiera non è una formula magica. Deve esprimere la risposta sincera di un cuore che si ravvede e crede.

Domande per la riflessione

  • Riconosco il male presente nel mio cuore?
  • Quali pensieri o desideri mi stanno dominando?
  • Sto giustificando qualcosa che Dio chiama peccato?
  • Professo di conoscere Dio, ma lo nego con le mie azioni?
  • La mia coscienza è ancora sensibile alla correzione?
  • Mi confronto con gli altri per sentirmi migliore?
  • Ho compreso che tutti abbiamo bisogno della grazia?
  • Vivo praticando deliberatamente il peccato?
  • Esistono evidenze di una nuova vita in me?
  • Ho sperimentato la nuova nascita?
  • Credo che Cristo possa realmente trasformarmi?
  • Sono disposto a ravvedermi e consegnargli il governo della mia vita?

Conclusione

Il male che contamina l’essere umano nasce dal cuore. Influenza i pensieri, la volontà, le emozioni e le azioni.

La religione, l’educazione e la forza di volontà non possono creare un cuore nuovo.

La cattiva notizia è che il peccato produce schiavitù, corrompe la coscienza e separa da Dio.

La buona notizia è che Gesù Cristo venne per distruggere le opere del diavolo, perdonare il peccato e dare una nuova vita.

Non osservare solamente il male degli altri. Esamina il tuo cuore davanti a Dio.

Se scopri di essere schiavo del peccato, non disperare e non nasconderti. Cristo ti chiama oggi al ravvedimento e alla fede.

Ricorda: in Gesù Cristo esistono perdono, libertà, un cuore nuovo e una vita nuova.

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