La riconciliazione occupa un posto fondamentale nel messaggio del Vangelo. La Bibbia parla della necessità di riconciliarci con gli altri, ma soprattutto annuncia che Dio ha preso l’iniziativa per riconciliare con sé l’umanità peccatrice attraverso Gesù Cristo.
La domanda che ciascuno di noi dovrebbe porsi è: sono veramente riconciliato con Dio?
La riconciliazione tra le persone
Nel Nuovo Testamento vengono utilizzati termini diversi per parlare della riconciliazione. Uno di questi appare nell’insegnamento di Gesù in Matteo 5:23-24 e riguarda il ristabilimento di una relazione tra due persone:
«Se dunque tu stai per offrire la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi vieni a offrire la tua offerta.»
Matteo 5:23-24
In questo contesto, Gesù insegna che non possiamo separare l’adorazione a Dio dalle nostre relazioni con gli altri.
Se abbiamo ferito qualcuno o esiste un conflitto che deve essere affrontato, siamo chiamati a cercare la riconciliazione. Questo tipo di riconciliazione interpersonale implica che le persone coinvolte siano disposte a ristabilire la relazione.
La riconciliazione con Dio nasce dalla sua grazia
La riconciliazione tra Dio e l’essere umano ha una caratteristica particolare: l’iniziativa appartiene interamente a Dio.
«E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ci ha affidato il ministero della riconciliazione.»
2 Corinzi 5:18
Non siamo stati noi, attraverso i nostri sforzi o meriti, a creare un percorso per arrivare a Dio. È stato Dio a muoversi verso di noi, prendendo l’iniziativa e aprendoci la via della salvezza attraverso Cristo.
Il peccato aveva prodotto separazione, ostilità e morte spirituale. Tuttavia, Dio non ci ha abbandonati. Nel suo amore, ha mandato suo Figlio per restaurare la relazione che era stata distrutta.
La riconciliazione è quindi un dono della grazia, ricevuto mediante la fede, non il risultato delle nostre opere.
Non possiamo salvare noi stessi
Non esiste assolutamente nulla che possiamo fare per ottenere la salvezza con le nostre forze.
Le buone opere, la religiosità, le offerte o gli sforzi personali non possono cancellare il peccato. Soltanto Cristo era in grado di liberarci e pagare il prezzo della nostra redenzione.
«In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia.»
Efesini 1:7
Essere redenti significa essere liberati mediante il pagamento di un prezzo. Gesù Cristo ha pagato quel prezzo offrendo la propria vita sulla croce.
Il suo sangue è il fondamento del nostro perdono. Non siamo salvati perché lo meritiamo, ma secondo le ricchezze della grazia di Dio.
Cristo ha pagato il prezzo della nostra libertà
Il peccato ci rendeva schiavi, incapaci di liberarci da soli. Cristo, però, pagò il prezzo della nostra liberazione.
Dio non ha agito soltanto per cancellare la nostra colpa, ma anche per unirci a Cristo e introdurci in una relazione nuova e personale con lui.
La salvezza comprende:
- Il perdono dei peccati.
- La liberazione dalla schiavitù del peccato.
- La restaurazione della comunione con Dio.
- Una nuova identità in Cristo.
- La pace con Dio.
- La speranza della vita eterna.
La riconciliazione non consiste solamente nel fatto che Dio smetta di considerarci colpevoli. Significa che, attraverso Cristo, diventiamo suoi figli e possiamo vivere in comunione con lui.
Il risultato della riconciliazione è la pace
«Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.»
Romani 5:1
La pace con Dio non è semplicemente una sensazione interiore di tranquillità. È una nuova condizione spirituale.
Prima eravamo separati da Dio a causa del peccato; ora, attraverso Cristo, la relazione è stata restaurata. Non siamo più sotto la condanna, ma siamo stati giustificati per fede.
Dio non si è limitato a perdonare i nostri peccati: ci ha avvicinati a sé in maniera personale e potente.
La giustizia e l’amore si incontrano sulla croce
Per comprendere la riconciliazione dobbiamo comprendere il messaggio della croce.
Sulla croce, la giustizia e l’amore di Dio si manifestano insieme. Dio non ignorò il peccato né rinunciò alla propria santità. Il peccato fu giudicato, ma Cristo prese volontariamente su di sé la condanna che spettava a noi.
In questo modo, Dio dimostrò di essere giusto e, allo stesso tempo, offrì al peccatore la possibilità di ricevere il perdono e vivere eternamente con lui.
La croce ci rivela:
- La gravità del nostro peccato.
- La santità e la giustizia di Dio.
- La profondità del suo amore.
- Il prezzo della nostra redenzione.
- La grandezza della sua grazia.
Finché non comprendiamo il messaggio della croce, non possiamo comprendere pienamente chi è Dio, quanto sia grave il peccato e quanto sia straordinaria la salvezza.
Ambasciatori di Cristo
Dio non soltanto ci ha riconciliati con sé, ma ci ha anche affidato il ministero della riconciliazione.
«Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio.»
2 Corinzi 5:20
Un ambasciatore rappresenta l’autorità e il messaggio di colui che lo ha inviato. Come credenti, siamo chiamati a rappresentare Cristo e ad annunciare agli altri che esiste una via per essere riconciliati con Dio.
Il nostro messaggio non riguarda noi stessi. Annunciamo ciò che Dio ha fatto attraverso Gesù: è venuto a cercarci, ha manifestato il suo amore, ha spezzato le catene del peccato e ci ha offerto una vita nuova.
Comprendere la nostra condizione per apprezzare la grazia
Soltanto quando riconosciamo la profondità del nostro peccato possiamo apprezzare pienamente la grandezza della grazia e dell’amore di Dio.
Se pensiamo di essere fondamentalmente buoni e di aver bisogno soltanto di qualche miglioramento, la croce ci sembrerà eccessiva. Quando, invece, riconosciamo di essere peccatori incapaci di salvarci, comprendiamo perché avevamo bisogno di Cristo.
La grazia diventa veramente preziosa quando riconosciamo quanto grande fosse il debito che Gesù ha pagato per noi.
Come rispondere alla riconciliazione offerta da Dio?
La riconciliazione è stata resa possibile da Cristo, ma ciascuno è chiamato a rispondere personalmente al Vangelo con pentimento e fede.
Essere riconciliati con Dio significa:
- Riconoscere il proprio peccato.
- Pentirsi sinceramente.
- Credere nella morte e nella risurrezione di Gesù.
- Ricevere Cristo come Signore e Salvatore.
- Abbandonare la vecchia vita per camminare con lui.
- Vivere ogni giorno in comunione e ubbidienza a Dio.
Non basta conoscere intellettualmente il messaggio della salvezza. È necessario riceverlo personalmente e permettere a Cristo di trasformare la nostra vita.
Conclusione
Dio ha preso l’iniziativa per riconciliarci con sé. Cristo ha pagato il prezzo della nostra redenzione, ha spezzato le catene del peccato e ci ha aperto la strada verso una relazione restaurata con il Padre.
Non possiamo guadagnare questa salvezza. Possiamo soltanto riceverla mediante la fede, con un cuore pentito e riconoscente.
Chi è stato riconciliato con Dio non può continuare a vivere come prima. La grazia ricevuta deve essere visibile nel modo in cui ama, perdona, serve e rappresenta Cristo davanti agli altri.
In che modo la tua vita quotidiana riflette la gratitudine verso Dio per la libertà ricevuta e per la tua unione con Cristo?


